Sabato 25 luglio, negli spazi di Kalù a Catania, alcune magliette colorate si sono trasformate in qualcosa di unico. Colori, scritte e decorazioni sono stati scelti e combinati dai bambini che hanno partecipato al piccolo laboratorio creativo organizzato durante l’incontro. Ognuno ha realizzato la propria maglietta, osservandola prendere forma e riconoscendola, alla fine, come qualcosa che gli apparteneva davvero.
È stato un momento spontaneo di una giornata nata con un obiettivo concreto: consegnare circa 600 capi delle precedenti collezioni Miamì alle cooperative sociali I Girasoli e Iride, impegnate ogni giorno accanto a donne, mamme e bambini che vivono situazioni di difficoltà.

Grazie al lavoro delle due cooperative, gli abiti saranno distribuiti tra un centro di integrazione sociale a Vizzini, una struttura a Scordia e un hub socioeducativo e ricreativo nel quartiere Picanello, a Catania. Alla consegna hanno partecipato Giovanna Ramondetta, assessora del Comune di Vizzini alle Politiche della famiglia e alle Pari opportunità, Federica per la cooperativa I Girasoli e Daniela Di Carlo per la cooperativa Iride, insieme a Simona Dato, proprietaria e anima di Miamì.
Un ringraziamento particolare va anche a Salvo Cannata, presidente della cooperativa I Girasoli, e a Rocco Sciacca, presidente della cooperativa Iride di Scordia, per aver accolto l’iniziativa e contribuito a trasformare la donazione in un aiuto capace di raggiungere concretamente le persone sostenute dalle due realtà.

Un capo può continuare il suo viaggio
Gli abiti donati appartengono alle precedenti collezioni Miamì e sono stati realizzati nella nostra factory. Sono vestiti, pantaloni, maglie e altri capi destinati a donne e bambine. Prodotti ancora nuovi e utilizzabili, ai quali abbiamo scelto di dare una nuova destinazione, affidandoli a realtà che conoscono direttamente le persone e i bisogni del territorio.
Per Miamì, donarli non significa semplicemente liberare spazio per una nuova collezione. Significa riconoscere che il valore di un capo non termina quando esce dal ciclo commerciale. Un abito può continuare a essere utile, può raggiungere una donna o una bambina e diventare una risorsa concreta. Può portare con sé il lavoro di chi lo ha realizzato e creare un legame tra donne diverse, con storie e condizioni lontane, ma parte dello stesso territorio.
La giornata da Kalù non è stata soltanto il momento della consegna degli abiti. Il momento creativo con i bambini ci ha permesso di condividere tempo, ascoltare, ridere e assistere alla creazione di magliette diverse l’una dall’altra. Un’attività semplice, che ha mostrato quanto valore possa esserci nella possibilità di scegliere un colore, aggiungere una scritta e realizzare qualcosa con le proprie mani. Non è stato necessario costruire un momento straordinario. È bastato lasciare spazio alla creatività dei bambini e alla loro soddisfazione nel vedere il risultato finale. È proprio da esperienze come questa che nasce “Miamì, il valore dei gesti”, il progetto con cui vogliamo rendere più concreto l’impegno sociale del brand.

Miamì è un progetto costruito attorno alle donne: le donne che lavorano in sartoria, quelle che scelgono e indossano i nostri capi, le mamme e le bambine che fanno parte della nostra comunità. Per questo vogliamo che la nostra attenzione verso l’universo femminile non rimanga legata soltanto al prodotto, ma si traduca anche in iniziative capaci di generare sostegno e nuove opportunità.
Dalla donazione alla costruzione di una rete
Abbiamo scelto di collaborare con queste la cooperativa I Girasoli e con la cooperativa Iride perché entrambe conoscono da vicino i bisogni delle persone che accompagnano e possono distribuire gli abiti in modo attento, rispettoso e realmente utile. Il loro lavoro produce ogni giorno un impatto concreto, ma non sempre riesce a trovare lo spazio e la visibilità che merita.
Con “Miamì, il valore dei gesti” vogliamo contribuire anche a questo: raccontare le realtà sociali che operano sul territorio e creare occasioni di incontro tra cooperative, associazioni, persone e imprese. Non vogliamo porre Miamì al centro del racconto, ma mettere a disposizione la nostra voce, i nostri spazi e la nostra comunità per dare maggiore forza a progetti già attivi.

La giornata da Kalù è stata il primo tassello di questo percorso.
È iniziata con alcuni scatoloni di abiti e si è conclusa con nuove conoscenze, nuove connessioni e la consapevolezza che anche un gesto semplice, quando incontra il lavoro di chi conosce e sostiene il territorio, può continuare a generare valore.